20 Agosto 2025

Giornata mondiale della fotografia: la moda di Missoni attraverso l’obiettivo

Il 19 agosto si celebra la Giornata Mondiale della Fotografia, un’occasione per riflettere sul potere delle immagini nella narrazione visiva del nostro tempo. In nessun settore come nella moda, la fotografia assume un ruolo così centrale: documenta, ispira, interpreta. E in casa Missoni, da sempre, l’obiettivo fotografico non è solo mezzo di comunicazione, ma strumento poetico e progettuale. La luce che incontra i filati, i pattern che si muovono in una danza visiva, i colori che esplodono nello spazio: ogni scatto diventa una traduzione dell’identità Missoni, fatta di materia e visione.

Missoni e la fotografia: luce, trama e movimento

Nel mondo Missoni, fotografia e tessuto parlano la stessa lingua: quella del ritmo, del colore, del gesto artistico. I filati intrecciati, le superfici vibranti e i contrasti cromatici tipici del brand trovano nella fotografia il mezzo ideale per essere esaltati. Ma non si tratta solo di tecnica: per Missoni, ogni immagine è una storia, uno spunto creativo che si estende dallo stilismo alla direzione artistica.

Questa forte attenzione all’aspetto visivo ha contribuito a creare una delle identità più riconoscibili nella moda italiana e internazionale.

Attraverso lo sguardo dei fotografi: stili, epoche e visioni

Nel corso dei decenni, Missoni ha collaborato con alcuni tra i più influenti fotografi di moda, capaci di leggere lo spirito del marchio e rinnovarlo ogni volta con sensibilità diverse.
Tra questi:

Barry Lategan, celebre per i suoi ritratti eleganti e minimali, ha fotografato Rosita Missoni per la campagna Autunno/Inverno 1980.

Alfa Castaldi, ha realizzato scatti in studio tra il 1967 e il 1970, con particolare attenzione alle prime sperimentazioni di maglie-tessuto, jacquard, lavorazioni a rete e zig-zag, e alle tinture dei filati.

Giovanni Gastel, con il suo stile raffinato e poetico, ha interpretato lo spirito Missoni in diverse campagne degli anni ’90.

Juergen Teller, noto per il suo sguardo crudo e ironico, ha firmato campagne Missoni a partire dal 2010, ritraendo la famiglia Missoni in ambientazioni intime e surreali.

Harley Weir, una delle voci fotografiche più interessanti degli ultimi anni, ha curato alcuni degli scatti più recenti per le collezioni donna, concentrandosi sulla matericità dei capi e sull’identità femminile.

Queste collaborazioni hanno permesso al marchio di evolvere il proprio linguaggio visivo senza mai snaturarne l’essenza: colore, emozione, forma.

Alfa Castaldi

1968

Giovanni Gastel

1986

Harley Weir

2019

Campagne pubblicitarie storiche: quando la fotografia fa cultura

Le campagne pubblicitarie Missoni rappresentano uno straordinario documento visivo e culturale. 

Iconiche le campagne di Mario Testino (1996, Autunno/Inverno) e Mert & Marcus, che hanno lavorato sulla forza grafica delle immagini per esprimere energia e contemporaneità.

Una delle campagne più significative resta quella del 2009, in cui la famiglia Missoni — da Angela a Ottavio e Rosita, fino ai nipoti — è protagonista assoluta. Lo scatto, firmato da Juergen Teller, segna un ritorno all’intimità e all’autenticità, ponendo l’accento sul concetto di moda come eredità familiare.

Queste immagini, oggi conservate e valorizzate dall’Archivio Missoni, testimoniano come la fotografia non sia solo racconto estetico, ma traccia storica e culturale del gusto, del design, del tempo.

Consulta la sezione “Pubblicità” del nostro sito per esplorare le campagne storiche.

Missoni oggi: visioni contemporanee, eredità vive

Oggi il racconto visivo del brand si arricchisce di nuove sensibilità e tecnologie, pur mantenendo intatta la sua identità. I fotografi contemporanei lavorano con uno sguardo che concilia ricerca artistica e innovazione digitale, trasformando i capi in oggetti narrativi, quasi pittorici.

Il colore continua a dominare la scena, ma in dialogo con una dimensione più intima, fatta di corpi reali e ambientazioni quotidiane. Il risultato è una Missoni rinnovata ma sempre riconoscibile, dove il passato non è nostalgia ma fonte continua di ispirazione.

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